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SUPERBONUS E COOPERATIVE SOCIALI: A QUALI CONDIZIONI?

Attraverso due risposte fornite lo scorso mese di aprile, Agenzia delle Entrate si è occupata delle condizioni di accesso al Superbonus 110%, da parte di cooperative sociali.

Cooperative sociali e Superbonus: elementi rilevanti

L’istanza

Il caso riguarda una cooperativa sociale, attiva nell’ambito di percorsi riabilitativi del dipartimento di salute mentale ed iscritta “negli appositi registri”, nonché “ONLUS di diritto”.

Volendo usufruire del Bonus 110% in relazione ad alcuni interventi previsti dall’art. 119 del D.L. n. 34/2020, su immobili “ad uso abitativo” ed appartenenti alle categorie catastali A/2 e A/3, l’interessata chiede conferma, attraverso istanza di interpello.

Risposta n. 239 del 13 aprile 2021

Agenzia delle Entrate sottolinea come tra i soggetti beneficiari siano inclusi Onlus, ODV ed APS (regolarmente iscritte nei rispettivi registri), non operando nei loro confronti “alcuna limitazione espressa”.

L’agevolazione viene riconosciuta, prescindendo “dalla destinazione dell’immobile” e senza applicazione del limite di due unità immobiliari, rilevante solo per le persone fisiche “al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni”.

Resta fermo quanto stabilito dall’art. 119 comma 15-bis, circa l’esclusione di fabbricati appartenenti “alle categorie catastali A/1, A/8, nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico”.

Per quali interventi le cooperative sociali hanno diritto al Superbonus?

L’istanza

Una cooperativa sociale di produzione e lavoro (Onlus di diritto), impegnata in attività di assistenza, educativa e sociale verso portatori di disabilità, chiede di avvalersi del Superbonus per i seguenti interventi:

  • “riqualificazione energetica di cui all’articolo 1, commi da 344 a 349, della legge n. 296 del 2006 e all’articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013”;
  • “efficienza energetica, antisismici, installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (cd. Superbonus) di cui al decreto legge n. 34 del 2020”.

Cooperative e vantaggi fiscali

Nella disamina, si evidenzia la disciplina agevolata loro concessa, al fine di determinare la fruizione del Bonus 110%.

L’art. 12 della L. n. 904/77 afferma che “non concorrono a formare il reddito imponibile delle società cooperative e dei loro consorzi le somme destinate alle riserve indivisibili”, purché ne sia esclusa la distribuzione tra soci “sotto qualsiasi forma, sia durante la vita dell’ente che all’atto del suo scioglimento”.

“Tale disposizione, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legge 15 aprile 2002, n. 63, non si applica alla quota del 10 per cento degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria”.

Ai sensi dell’art. 11 del D.P.R. n. 601/73, nel caso in cui una cooperativa sociale di produzione e lavoro corrisponda “retribuzioni per un importo non inferiore al cinquanta per cento dell’ammontare complessivo di tutti gli altri costi tranne quelli relativi alle materie prime e sussidiarie è esente dalle imposte sui redditi ovvero fruisce di una esenzione parziale se l’ammontare delle retribuzioni è inferiore al 50 per cento”.

Risposta n. 253 del 15 aprile 2021

Per effetto della “esenzione dalle imposte sui redditi di cui al citato articolo 11 del d.P.R. n. 601 del 1973”, laddove vengano pagate retribuzioni di importo non inferiore al 50% del totale degli altri costi (eccetto materie prime e sussidiarie), la cooperativa è esclusa dal Superbonus nonché dall’opzione relativa a sconto in fattura/cessione del credito, vista l’assenza di “base imponibile”.

Trattandosi “di una detrazione dall’imposta lorda”, l’incentivo non può essere utilizzato da titolari di “redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva ovvero che non potrebbero fruire della corrispondente detrazione in quanto l’imposta lorda è assorbita dalle altre detrazioni o non è dovuta (come nel caso dei soggetti che rientrano nella cd. no tax area)”.

Nel caso invece di esonero parziale, “ai sensi del medesimo articolo 11 del d.P.R. n. 601 del 1973”, il beneficio è concesso attraverso una “delle modalità alternative previste dall’articolo 121 del decreto Rilancio”.

Sulla base delle condizioni previste, il Superbonus è ammesso per gli interventi antisismici, l’installazione del fotovoltaico e delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

Resta fuori l’ipotesi della riqualificazione energetica globale del fabbricato (di cui all’art. 1, co. 344, L. 296/2006), in quanto “intervento a sé stante”, da considerare come “un unicum” e che prescinde dalla distinzione fra trainanti e trainati.

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