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SUPERBONUS 110%, DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE: QUALI NOVITA’?

Con la Risposta n. 210 del 25 marzo 2021, Agenzia delle Entrate fornisce nuovi chiarimenti in merito all’accesso al Superbonus 110% per interventi antisismici, attuati mediante “lavori di demolizione e ricostruzione, con aumento di volumetria e cambio di destinazione d’uso degli immobili.

L’istanza d’interpello in oggetto riguarda il caso di un contribuente, interessato ad eseguire lavori su tre unità immobiliari, rispettivamente accatastate come F/2 (unità collabente), C/2 (deposito agricolo) e C/6 (stalla), con la volontà di mutarne la destinazione, in modo che dal ricostruito si ottengano due fabbricati abitativi, realizzati con diverso sedime e cubatura. Si presuppone in aggiunta, anche “la successiva installazione di impianti fotovoltaici e di accumulo su ciascuno degli edifici, nonché di colonnine elettriche”, quali interventi trainati.

Superbonus 110% e interventi antisismici

Sussistendone i requisiti, la maggiorazione prevista dal D.L. “Rilancio” viene riconosciuta a fronte di specifici interventi di efficientamento energetico e riduzione del rischio sismico.

“Le nuove disposizioni si affiancano a quelle già vigenti” disciplinanti le detrazioni in materia di ecobonus, recupero del patrimonio edilizio e antisismica, ammettendo conseguentemente al Superbonus anche le “spese per la messa in sicurezza statica delle parti strutturali di edifici” e diminuzione del rischio sismico.

L’agevolazione si estende ad altri interventi (cd. trainati), se “realizzati congiuntamente” agli interventi trainanti, quali l’installazione di impianti solari fotovoltaici e sistemi di accumulo.

Per quanto concerne invece la messa in opera di “infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici”, Agenzia delle Entrate ne sottolinea la natura di “trainato” in relazione agli interventi di efficientamento energetico di cui al comma 1 del citato articolo 119”.

Bonus 110%: anche per demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico e cambio di destinazione d’uso?

Come specificato dalla Circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, si è ammessi a beneficio anche per opere di “demolizione e ricostruzione inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia””, così come definite dall’art. 3, co. 1, lett. d) del D.P.R. n. 380/2001.

Tale disposizione include anche i casi di rifacimento con “diversa sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico.

Spetta al comune o ad altro ente competente “in materia di classificazioni urbanistiche” la qualificazione delle opere edilizie, dovendo essa risultare dal titolo abilitativo ai lavori.

Come ulteriore precisazione, secondo “la prassi in materia di detrazioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli antisismici” sono ammessi ad agevolazione anche gli interventi su immobili che “solo al termine degli stessi saranno destinati ad abitazione”, purché risulti dal provvedimento amministrativo:

  • che si tratti di “un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente” e non di una nuova costruzione;
  • “il cambio d’uso degli immobili in “residenziale””.

Interventi antisismici sulle unità collabenti

In merito alla possibilità di usufruire del “110%” per lavori “realizzati su una unità censita al Catasto Fabbricati nella categoria catastale F/2 (“unità collabenti”)” e visti i chiarimenti forniti dalla Circolare n. 30/E del 2020, essa deve ritenersi ammissibile, “pur trattandosi di una categoria riferita a fabbricati totalmente o parzialmente inagibili e non produttivi di reddito”, in quanto considerati come edifici esistenti.

Resta ferma la necessità che a lavoro ultimato, “l’immobile rientri in una delle categorie catastali ammesse al beneficio (immobili residenziali diversi da A/1, A/8, A/9 e relative pertinenze)”.

Superbonus 110% e interventi antisismici: come calcolare la spesa agevolata?

Per la corretta quantificazione, occorre considerare le unità “censite in Catasto all’inizio degli interventi edilizi e non quelle risultanti alla fine dei lavori”.

Sulla base delle richieste dell’istante in relazione al caso specifico:

  • 288.000,00 euro per interventi antisismici (96.000,00 euro per n. 3 unità);
  • 144.000,00 euro per l’installazione del fotovoltaico (48.000,00 euro per n. 3 unita), “nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell’impianto”;
  • 144.000,00 euro per i sistemi di accumulo (48.000,00 euro per n. 3 unita), entro il limite di 1.000,00 euro “per ogni kWh di capacità di accumulo del sistema”.
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